Alla scoperta dell’arte lapidea di Sicignano Degli Alburni: i palazzi e i loro portali

Le testimonianze di un glorioso passato

Arte lapidea. Portale

Secondo molti storici Sicignano degli Alburni è stato fondato nel 450 a.C. da Lucius Sicinius Dentatus, valoroso soldato soprannominato “Achille romano” per l’eroismo dimostrato nelle battaglie conto i Sanniti, i Volsci e gli Equi. Ma un’importante testimonianza ci viene fornita dalla Tabula Volceiana, un’epigrafe tributaria risalente al 323 d.C, conservata nel Museo di Buccino, contenente una dettagliata descrizione del territorio dipendete da Volcei (Buccino) suddiviso in 55 tra fondi, castelli, predj e paghi. Ebbene è proprio nella penultima riga della seconda colonna che troviamo indicato “PR SICINIANUS CP”: PR  potrebbe significare pratum (prato) o praedium sinonimo di fundus, mentre Sicinianus è un nome prediale che indica la persona o il nucleo familiare a cui il bene apparteneva, o un  possessore trascorso se non addirittura al primo fondatore e in questo caso è possibile ricollegarsi a Lucius Sicinius Dentatus e considerare Sicinianus come un toponimo.

Ebner, e molti altri storici, sostengono la tesi secondo cui Sicignano sia stata fondata nel medioevo, origini che risultano ben evidenti se si considera il Castello Giusso con i suoi rioni più antichi, Fontanella, Rupa e San Matteo, che assumono la conformazione tipica dei borghi medioevali con le abitazioni disposte a semicerchio al di sotto della grande fortezza.

Il video, ideato da Lucio Scala, realizzato da Felice Scala con il supporto di Paolo Pasquale Zito, tratta dei monumenti e dell’arte lapidea di Sicignano. Avendo già trattato dei primi nei vari articoli, riporterò di seguito la parte che riguarda i portali e i fregi di cui è ricco il paese, testimonianza di un importante e glorioso passato.

Rione San Matteo

Il portale e lo stemma gentilizio di Palazzo Pastore

I Pastore, nobile famiglia originaria di Capriglia (Sa), sono attestati a Sicignano a partire dal 1660. Tra i membri più importanti, oltre a dottori, fisici e arcipreti, ricordiamo i fratelli Mario e Giuseppe Pagano, figli di donna Anna Maria Pastore. In particolare Mario, insigne letterato e giurista della rivoluzione partnenopea, trascorse a Sicignano la propria infanzia.

Proseguendo con le immagini potete ammirare in via Leopardi il portale di Palazzo Musichetti – D’Amanda, di Casa Grimaldi e dell’ex Palazzo Arciello del 1881, oggi proprietà della famiglia Tortorella.

Rione Rupa

I portali di Palazzo Russo, Palazzo Zito del 1784, Palazzo Mandia R., Palazzo Tortorella, Palazzo N. Di Iuglio del 1722 e Palazzo Galoppo e il suo stemma gentilizio del 1603.

Via Caracciolo

Portale del Palazzo Malanga, Brindisi e Catena

La particolarità di questo palazzo è che al suo interno, sulla sinistra della scala in pietra, è collocata un’epigrafe dedicatoria in latino realizzata da un artista scalpellino di nome Giovanni recante la seguente dicitura:

“JO (annes) A.R.T (artifex) DCCXXIII
FRAN(iscus) SAC(erdos) THEO(logus) MGR(Monsignoe)
PET(rus)LEONAR(dus) CAESAR V.I. (utriusque juris) DOCTORES
ANT(onius) AR(istoteilis) MED(icus) DOCT(or)
IACO(pus) SENAT(or) OPT(imus) EX
BRELIOR(ibus) FAM(iliae) H.S.(heres) AED(ed) APMV(amplius) E REXE(re) 1534”

Traduzione: Francesco, sacerdote, teologo, monsignore, Pietro Leonardo e Cesare, entrambi dottori del diritto, Antonio Aristotile medico dottore, Giacomo senatore magnifico per grandi meriti, eressero un ampio palazzo per gli eredi della famiglia nell’anno 1534.

Un angolo suggestivo della Traversa Via Mameli in località Piazzetta
Portale con stemma gentilizio del 1635 di Palazzo Mandia
Portale del Palazzo Sapienza
Palazzo Peluso in stile liberty
Colonnine in pietra di Palazzo Pepe

Via Costantinopoli – Rione Aria Vecchia

Portale di Palazzo Malanga, Palazzo Germano (salita lato est), angolo suggestivo Famiglia Cobuccio (salita lato ovest), .

Via Girolamo Brittonio

Palazzo Grosso, oggi di proprietà della famiglia Quaranta, si caratterizza per la presenza di un’epigrafe dedicatoria in latino sul portale recante la seguente dicitura:

“D.(eo) O.(ptimo) M.(aximo)
HASCE AED(es)
VETUSTATE ENE COLLABENTES
D.D.P.G.
PROPRIO AERE DUM INSTAURANDAS
CURAVIT, AUCENDAS CENSUIT
A.D. MDCCLXVIII

Traduzione: Al Dio Ottimo Massimo. Questi edifici sacri sul punto di crollare per fatiscenza, il devoto Don Pasquale Grosso ebbe cura a proprie spese di restaurarli e ai ampliarli nell’anno del Signore 1768.

Infine i portali di Palazzo Cecere, Palazzo Brindisi del 1628 e Palazzo Pelosio – Stocchetti con elementi decorativi in pietra.

Via Mario Pagano

Palazzo Billotti

La nobile famiglia sicignanese fu vittima durante la rivoluzione del 1806, di un tremendo massacro da parte di orde sanfediste comandate da Peppe Di Rosa, alleato di Gerardo Curcio detto Sciarpa. Negli scontri persero la vita il sindaco don Matteo Billotti e la moglie , unico a salvarsi miracolosamente il figlio gettato dalla rupe del Castello Giusso.

Nelle immagini si vedono un particolare del leone di sinistra del portale, la maschera sopra di esso e un dettaglio del caposcala interno.

All’angolo con via Costantinopoli si trova il palazzo Faiella – Amato che, costruito nella prima metà del XVI secolo e crollato in seguito al terremoto del 1575, fu proprietà anche delle famiglie Mele e De Pascale. Sullo stemma gentilizio è indicato l’anno 1730.

Tutto questo a testimoniare un antico passato d’arte “lapidea” presente a Sicignano già nel XVI secolo. Una ricerca tra le memorie del passato, per comprendere il presente e migliorare il futuro.

Alla scoperta dei monumenti e dell’arte lapidea