Il Convento di Sicignano: per ricordare ancora

Uno dei luoghi più cari ai sicignanesi

Il Convento dei Frati Cappuccini

Sono ben 4 le pagine dedicate al nostro amato Convento sul mensile di formazione e informazione dei Frati Cappuccini di Salerno-Basilicata “Il Serafico” con il significativo articolo “Nel silenzio attende” ed io inizio la recensione riportandovi una parte del concetto finale, frasi che rispecchiano il pensiero di molti noi sicignanesi, che pur non essendo “artisti della parola”, sappiamo esprimere con fatti e gesti il bene per il nostro paese, ivi compreso quello che ormai è tristemente conosciuto come il “Convento abbandonato”:

“…Il tempo è vero lo ha segnato.
Qualche malintenzionato gli ha arrecato danno.
Eppure il Convento di Sicignano è ancora li in piedi.
Come un lottatore ferito che non si arrende.
Quasi partecipasse a quella forza vitale, talvolta ai limiti dell’inspiegabile,
che hanno dentro sé tanti anziani di quelle zone.
C’è chi ha detto che in tanta ostinazione pare scorgersi il senso di un’attesa.
Perché è come se in questi lunghi anni,
il Convento sia rimasto ad aspettare qualcosa o qualcuno
capace di ridonare vita alla sua storia secolare…”.

Ed è in questo articolo che scopro una seconda leggenda, già raccontatami in famiglia, ma di cui non avevo conferma, legata alla fondazione del Convento documentata da Padre Zaccaria Boverio autore nel 1630 degli “Annali de’ Frati Minori Cappuccini”. Si narra che Giovanni Antonio Maffeo (forse Don Antonio Maffeo), proprietario di Grottapagnano, dopo aver rifiutato la vendita del terreno ai frati cappuccini, sognò San Francesco il quale lo rimproverò per il suo comportamento colpendolo con il cordone del saio. Il fatto miracoloso è che svegliandosi la mattina, dopo aver visto i segni tangibili lasciati dai colpi ricevuti in sogno, diede in donazione il terreno.
I lavori, iniziati nel 1572 e terminati nel 1578, furono realizzati dai padri Ruffino da Vibonati e Antonio da Lagonegro mentre la Chiesa intitolata alla Madonna degli Angeli fu consacrata nel 1592 ( altri documenti riportano 1591). La struttura inizialmente contava 22 celle, più officina, orto, selua e chiesa mentre in un documento del 1815 si fa riferimento ad un appartamento di 4 corridoi e 26 stanze e un altro di 2 corridoi e 21 stanze. Nel 1861 sia la Chiesa che il Convento vengono chiusi al culto.
Ma l’argomento maggiormente approfondito è l’importante ruolo rivestito dal Convento di Sicignano che vanta: la celebrazione di 3 capitoli provinciali, la fondazione di 4 ospizi a Castelluccio Cosentino, Serre, Petina e Postiglione, la “conversione” prima in collegio serafico nel 1885, in ginnasio e liceo dal 1900 a 1926, e nel 1953 a studio filosofico e teologico fino al 1973 quando viene giuridicamente chiuso.
Dopo un periodo in cui la gestione è stata affidata all’amministrazione comunale in seguito ad una donazione, il Convento è oggi di proprietà della confraternita provinciale dei Frati Cappuccini di Salerno-Basilicata.
Essendo la mia una recensione di approfondimento all’articolo “Il Convento dei Frati Cappuccini” ho evitato volutamente di entrare nel dettaglio per evitare di fare una pura copia, ma non posso non menzionare la figura del poeta Rocco Scotellaro, vissuto da bambino tra le mura del Convento, e il giovane Fra Leone ricordo caro a molti “maturi” sicignanesi, di cui mi piacerebbe riuscire a recuperare qualche notizia o ricordo.

Recensione: Filomena Iannone

Fonte: Il Serafico, mensile di formazione e informazione dei Frati Cappuccini di Salerno-Basilicata.
Speciale: Il Convento di Sicignano Degli Alburni pag. 6-9
Anno 52 n.6 Giugno/Luglio 2012