Rocco Scotellaro, poeta e politico (1923 – 1953)

E i suoi studi presso il Convento dei Frati Cappuccini

Rocco Scotellaro

Rocco Scotellaro è un poeta nato a Tricarico il 19 Aprile 1923. Insieme con la famiglia, il padre calzolaio e la madre levatrice, all’età di 12 anni si trasferì a Sicignano degli Alburni dove completò gli studi ginnasiali presso il Convento dei Frati Cappuccini. Cosi scriveva: “Era un buco come il mio paese. Potevo soltanto dire una cosa nuova agli amici: che da una finestra del convento avevo visto su quella rotabile passare i corridori del Giro d’Italia, che non toccavano mai il nostro paese”.

Sin da giovanissimo si interessò di politica ed in particolare, alle precarie condizioni di vita della povera classe contadina. S’iscrisse al partito socialista e, dopo aver lasciato gli studi di giurisprudenza, ritornò a Tricarico dove nel 1946 venne eletto Sindaco. Dopo aver abbandonato l’attività politica, iniziò a scrivere poesie, racconti, raccolti in “Uno si distrae al bivio”, un’opera teatrale “Giovani soli”, un romanzo “L’uva puttanella” e un’indagine sociologica “Contadini del Sud”. Morì a Portici per un infarto a soli 30 anni il 15 Dicembre 1953.

Lucania

M’accompagna lo zirlio dei grilli
E il suono del campano al collo
D’un’inquieta capretta.
Il vento mi fascia
Di sottilissimi nastri d’argento
E là, nell’ombra delle nubi sperduto,
giace in frantumi un paesetto lucano.

Sempre nuova è l’alba

Non gridatemi più dentro,
non soffiatemi in cuore
i vostri fiati caldi, contadini.
Beviamoci insieme una tazza colma di vino!
che all’ilare tempo della sera
s’acquieti il nostro vento disperato.
Spuntano ai pali ancora
le teste dei briganti, e la caverna
– l’oasi verde della triste speranza-
lindo conseva un guanciale di pietra…
Ma nei sentieri non si trona indietro.
Altre ali fuggiranno
dalle paglie della cova,
perchè lungo il perire dei tempio
l’alba è nuova, è nuova.